Impiego di droni per la Polizia di Stato

Pubblicato : 02/08/2016 17:12:47
Categorie : Normativa

Nel prossimo futuro vedremo all’opera i droni in uso alle forze dell’ordine, sicuramente alla Pubblica Sicurezza. Infatti qualche giorno fa è stato pubblicato il decreto legge che ne regola l’uso,

DECRETO 29 aprile 2016 “Modalita' di utilizzo da parte delle Forze di polizia degli aeromobili a pilotaggio remoto. (16A03629) (GU Serie Generale n.111 del 13-5-2016)”.

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Le motivazioni del Decreto le troviamo nelle considerazioni iniziali: 

Di fatto si replica quanto già disposto per l’uso degli aerei e degli elicotteri delle forze dell’ordine, anche con un logico intento di diminuire i costi dei sistemi aerei.

L’articolo 1 ne delimita l’applicabilità alle forze di polizia come descritte nella legge 121, art. 16. 

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Prendiamo atto che, al momento, le polizie locali o municipali, non incluse nella legge 121, potranno usare i Droni con le limitazioni ben conosciute e solamente come operatori civili, se e quando riconosciuti ed autorizzati da Enac.

I Droni delle forze di Polizia dello Stato saranno certificati ed immatricolati, come gli altri aeromobili già in carico. Così deduciamo dall’articolo 5:

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Indubbiamente un passo in avanti per le ditte che proporranno i loro mezzi con le specifiche tecniche richieste. Di questo si avvantaggerà tutto il mondo dei droni spinto ad un confronto di notevole valore tecnico.

PILOTI

Come leggiamo nell’articolo 8, i piloti sia per i droni sotto che sopra i 25 chili seguiranno il classico iter di scuola militare di volo, come previsto per il personale della difesa.

Iter già seguito dai piloti di PS, GF e CC sia per gli aerei che per gli elicotteri. 

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OPERAZIONI

Seppur con alcune differenze inerenti al tipo di operazioni da svolgere ai fini istituzionali, le operazioni saranno svolte con le medesime limitazioni di una attività attuata in area critica da un operatore autorizzato.

In questi estratti degli articoli 9 e 10 di fatto non vediamo una grande differenza con il Regolamento Enac per Droni civili.

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Ciò che è vietato agli operatori civili e permesso ai mezzi delle forze dell’ordine, lo troviamo nell’articolo 11 e nel 13.

Il sorvolo di assembramenti viene interpretato come un attraversamento di un’area critica e non come una permanenza in volo sopra di essa. Chiaro l’intento di cercare il massimo della sicurezza.

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Per un eventuale futuro volo in BLOS, la norma, nell’articolo 12, ricalca il Regolamento Enac.

L’articolo 13 si differenzia notevolmente dal Regolamento 2, permettendo ai Droni delle forze dell’ordine di volare, solamente per fini istituzionali prefissati, nei CTR e ATZ.

Ma qui in effetti niente di nuovo, perché il Drone viene considerato al pari di un elicottero in operazioni di pronto intervento di Polizia. Cioè come fosse un elicottero che interviene per operazioni speciali in una zona limitrofa ad un aeroporto e per le quali un aeroporto può essere soggetto a limitazioni operative subordinate a quelle del pronto intervento.

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Una normativa ad uso speciale che unisce le regole specifiche per le operazioni delle forze dell’ordine con quelle dei mezzi a pilotaggio remoto civili.

Questa disposizione coincide quasi totalmente con la normativa del Regolamento 2, permettendo ai Droni di PS alcune attività operative inserendoli nella normativa già esistente dei mezzi aerei delle forze dell’ordine.

Com.te   L.Lamaro

 

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